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Cadorna Carlo

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Cadorna CarloCarlo Cadorna nacque a Pallanza l’8 dicembre 1809 da Luigi e Virginia Bossi. Dopo la laurea in Legge conseguita  all’Università di Torino il 5 giugno 1830, aderì ai Cavalieri della Libertà, una società segreta di orientamento massonico che voleva favorire la nascita di una monarchia costituzionale sabauda guidata dal principe Carlo Alberto, arrivando addirittura a prospettare l'assassinio del re Carlo Felice. Appena salito al trono Carlo Alberto fece sciogliere questa società segreta, perseguitando e disperdendo i suoi adepti. Carlo, per reazione, si avvicinò alle idee mazziniane, ma non aderì mai alla Giovine Italia. La famiglia Cadorna, spaventata delle nuove inclinazioni politiche del figlio, nel 1833 lo richiamò a Pallanza. Nel biennio 1835-37 Carlo ricoprì la carica di giudice aggiunto presso il Tribunale provinciale di Pallanza. Finito l'"esilio", nel 1838 si trasferì a Casale dove strinse amicizia con Urbano Rattazzi, Giovanni Lanza e soprattutto con Vincenzo Gioberti, già conosciuto ai tempi dei Cavalieri della Libertà. Gioberti diventò il suo maestro e insieme fondarono Il Carroccio, giornale di orientamento neoguelfo.

Cadorna fu consigliere provinciale di Pallanza e poi di Novara. Nel 1848 venne eletto deputato al parlamento subalpino; occupò questo scranno per sei legislature consecutive sempre in rappresentanza del Collegio di Pallanza. Dal 16 dicembre 1848 al 27 marzo 1849 ricoprì la carica di ministro della Pubblica Istruzione nel governo Gioberti. Dopo la sconfitta di Novara fu testimone in rappresentanza del governo dell’abdicazione di re Carlo Alberto; successivamente partecipò alle trattative per l'armistizio con l'Austria e fu tra i primi politici a incontrare Vittorio Emanuele, nuovo re di Sardegna.

Apprezzato da Cavour per la sua attività parlamentare, fu eletto vice presidente della Camera (12 novembre 1855) e poi presidente, carica che mantenne dall’8 gennaio 1857 all'11 luglio 1858. L’anno seguente, dopo la nomina a senatore, fu ancora Cavour a volerlo ministro della Pubblica Istruzione, dicastero che mantenne dal 18 ottobre 1858 al 19 luglio 1859.
Membro del Consiglio di Stato; fece parte della Commissione Farini cui fu demandato il compito di dare corpo alla struttura amministrativa del nuovo stato italiano. Il 27 marzo 1865 raggiunse la vice presidenza del Senato. In quello stesso anno, per tre mesi, accettò l'incarico di prefetto di Torino con l'obiettivo di riportare la quiete nella città in subbuglio per aver perso il ruolo di capitale. Nel 1868, unico esponente della sinistra liberale, entrò a far parte del governo Menabrea come ministro degli Interni. Con questa decisione si alienò la simpatia dei liberali democratici e non riuscì certo a guadagnarsi il favore dei conservatori: un suo progetto di riordino amministrativo del paese fu talmente modificato dalla Camera da costringerlo alle dimissioni, che vennero ratificate il 10 settembre 1868.
Dal 1869 al 1875 fu ministro plenipotenziario a Londra, qui la sua opera diplomatica «giovò alla reputazione ed alla sicurezza dello Stato, sopratutto nei paurosi momenti che seguirono la guerra del 1870» quando Roma fu proclamata capitale d’Italia. Ritornato in patria ricoprì la carica di presidente del Consiglio di Stato.

Cattolico fervente, Cadorna difese sempre gli interessi dello Stato; a suo giudizio la fede doveva guidare il comportamento del cittadino e del politico, ma non interferire nel campo dei diritti della comunità nazionale. A tal proposito scrisse un ponderoso trattato di 1.500 pagine, intitolato Religione diritto libertà. Morì a Roma il 2 dicembre 1891; è sepolto, insieme al fratello Raffaele, nella tomba di famiglia a Pallanza.

 

Per approfondire
Luigi Polo Friz - Giovanni Silengo (a cura), I Cadorna. Atti del convegno, in «Verbanus» 16-1995.
Silvia Cavicchioli, L'eredità Cadorna: una storia di famiglia dal XVIII al XX secolo, Comitato di Torino dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano, 2001.
http://notes9.senato.it/web/senregno.nsf/Senatori
Città di Verbania. Il Risorgimento su Lago Maggiore - Il Risorgimento su Lago Maggiore
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